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Carte e articoli

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Le carte 

Il Fondo Clerici raccoglie documenti di ogni tipo, segno della varietà degli interessi di Gianni. Oltre alle bozze dei suoi romanzi, con le correzioni per mano di Sergio Ferrero, Giorgio Bassani e Mario Soldati, in quasi un centinaio di faldoni si conservano: i materiali di lavoro per i suoi manuali di tecnica tennistica e per i testi di saggistica; opere inedite, come ad esempio “El general pirla”, commedia dialettale basata sul Miles Gloriosus di Plauto, scritta a quattro mani con Gianni Brera; documenti e attestati vari, tra cui il diploma della laurea in Legge conseguita a Urbino; i carteggi con personalità della cultura e dello sport, come Vittorio Gassman, Maria Corti, Attilio Bertolucci o Giuliano Amato; e poi ancora appunti, taccuini, persino i quaderni dove da ragazzo teneva traccia delle partite giocate e scriveva le prime cronache e statistiche.

Gli articoli 

In quella che forse è la raccolta più strabiliante dell’intero Fondo Clerici, sono rilegati in ordine cronologico in decine di libroni gli articoli di giornale scritti da Gianni sulle varie testate con cui ha collaborato durante la sua celebrata carriera, che ha coperto oltre settant’anni di storia dello sport e del costume. Si parte con Il Tennis Italiano, il mensile dove nell’agosto del 1948 Clerici esordisce come giornalista; nel 1951 la palla passa a La Gazzetta dello Sport, che accoglie i suoi interventi fino alla fine del 1954, quando per circa un anno Clerici scrive su Sport Giallo; dal 1956 al 1987 firma per Il Giorno, dove si diffonde definitivamente la sua fama da giornalista-scrittore, o come diceva lui “giornatore”; infine, dal 1987 passa a La Repubblica, dove scrive fino al 2022, anno della sua scomparsa. In totale, parliamo di oltre settemila articoli, testimonianza parlante di una passione viscerale per la scrittura e per quella pallina, «divenuta nel tempo da bianchissima gialla» (Cfr. “Pallina” in Postumo in vita, Pavia, Sartorio, 2005).