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Montecarlo: un torneo alquanto… italiano

A partire da sabato 5 aprile andrà in scena il Monte-Carlo Masters, torneo fondato nel 1897 e giunto alla sua 118esima edizione. Tappa storica del circuito, la terra rossa monegasca ha visto trionfare moltissimi ‘grandi’ di questo sport: dal dominio di inizio secolo di Suzanne Lenglen ed Henry Cochet, passando per i molteplici titoli di Ilie Năstase e Björn Borg, fino ad arrivare agli 11 successi ravvicinati del moderno dominatore della terra rossa, il maiorchino Rafael Nadal. In questa storia di campioni si inseriscono a pieno titolo i tennisti italiani, che nel Principato hanno collezionato allori sin dagli anni Venti.
Ne parla così Gianni Clerici (La Repubblica, 16/04/2007):

Citando i Grimaldi, e il loro attuale erede, anche lui tennista, il Principe Albert, par giusto ricordare che Montecarlo è un torneo molto italiano. Non solo lo vinse, nel 1922, il conte Mino Balbi di Robecco, genovese. Ma si affermarono nel doppio del 1926 i nostri De Morpurgo e Gaslini, e Nicola Pietrangeli, oggi addirittura naturalizzato monegasco, ne vinse ben tre edizioni (’61, ’67, ’68). Italiano, dicevo, anche grazie al pubblico, metà del quale, sessantamila persone, è dei nostri. Per un piemontese o un ligure è molto più comodo trasferirsi al Country Club che al Foro Italico: soprattutto ora che una intelligente operazione consente ai treni una fermata a ottocento metri dallo stadio.

È memorabile poi la sua cronaca sulle colonne del Giorno del primo trionfo monegasco del suo caro amico Nicola Pietrangeli, il 3 aprile del 1961:

Un Nicola Pietrangeli non in forma, grosso e grasso, con le gambe petrose, i colpi ritardati, e tutto il suo talento, il suo grande talento, ha vinto il torneo di Montecarlo cui partecipavano i migliori dilettanti europei. In finale aveva contro Darmon, il suo vecchio amico di Tunisi; […] Vanno in campo, e da lontano e senza occhiali, non fatico a immaginarli quali un grillettino scuro e una foca sapiente. […]
Nicola, quell’accidente di Nicola, abbassa la sua testa quadra che pare un dado avvitato al blocco del gran corpo: due «games» come sa fare lui, con palle pesantissime, e Darmon è bucato come la sua racchetta fosse di carte: 6 a 4. […]
I due vanno via per un lungo riposo, che la gente impiega a guardare Grace di Monaco, i suoi capelli color oro troppo ben pettinati, il faccino avorio impeccabile: le molte cerimonie l’assomigliano ormai alle foto ufficiali di se stessa.

A Monte Carlo, in campo maschile, si registrano anche i successi in singolo di Giovanni Palmieri (1935) e in doppio delle coppie Gianni Cucelli – Marcello Del Bello (1954) e Paolo Bertolucci – Adriano Panatta (1980). Per quanto riguarda il circuito femminile, che dal 1982 non fa più tappa a Monaco, ricordiamo le vittorie in singolo di Annalisa Bossi Bellani (1949 e 1957) e Silvana Lazzarino (1954) e i cinque successi in doppio targati Lea Pericoli: 1964, 1965 e 1966 in coppia con la Lazzarino; 1972 e 1975 con Lucia Bassi.

Lea Pericoli scende a rete durante i Campionati Italiani di Firenze, 1971 (Fondo Clerici)

In tempi moderni, la bandiera italiana è tornata a sventolare con il trionfo di Fabio Fognini nell’edizione 2019: il tennista sanremese, specialista della terra rossa, ha sollevato il trofeo sconfiggendo in finale il serbo Dušan Lajović, portando così a termine una cavalcata leggendaria, che lo ha visto piegare, rispettivamente al terzo turno e in semifinale, gli allora n. 3 e n. 2 del ranking ATP, ovvero Alexander Zverev e Rafael Nadal. Queste le parole di Clerici per l’occasione (La Repubblica, 23/04/2019):

Fognini riusciva così a vincere, infortunato, un torneo in cui aveva battuti gli ottimi tennisti sovramenzionati, e infine il più debole dei suoi avversari, Dusan Lajovic. E affermava che, dopo il connazionale Pietrangeli, tre volte vittorioso a Montecarlo nel ’61, ’67 e ’68, quel che contava non era certo la vittoria sul povero Lajovic, ma la Coppa del Principe.