Papà teneva tutto, era un collezionista nato. Nel suo studio abbiamo trovato testi corretti a mano da Giorgio Bassani e Mario Soldati, i taccuini delle interviste, i libri che leggeva per scrivere i suoi, alcuni incipit di romanzi che non hanno visto la luce e naturalmente le diverse versioni dei suoi testi. Credo se ne possa ricavare una sorta di “metodo Clerici” prezioso per i giovani, compresi, forse, i suoi aspiranti colleghi di domani.
Carlotta Clerici

Collezionismo tennistico
Se oggi possiamo concretamente parlare di un ‘Fondo Gianni Clerici’, lo dobbiamo al meticoloso impegno collezionistico di Gianni, che ha instancabilmente raccolto libri, riviste, manifesti e cimeli di ogni tipo appartenenti al mondo del tennis. Per quanto riguarda in particolare la biblioteca, il suo approccio certosino e la sua impostazione filologica gli hanno permesso di filtrare in maniera oculata il materiale, così da costruire una collezione organica ed estremamente completa: non a caso, tra le biblioteche di storia del tennis, quella di Gianni Clerici, per unicità e completezza, è seconda forse soltanto a quella del Wimbledon Lawn Tennis Museum. Oltre alle monografie (più di un migliaio), la collezione è così composta: numerose annate di riviste settoriali (italiane, francesi, inglesi e americane); l’archivio documentale, con appunti, bozze (tra cui i dattiloscritti di alcuni suoi romanzi con le correzioni manoscritte di Sergio Ferrero, Mario Soldati e Giorgio Bassani) e testi inediti; la corrispondenza; la raccolta completa dei suoi articoli divisi per anno; oltre trecento tra manifesti, locandine e stampe preparatorie per le sue pubblicazioni; più di 1700 fotografie.
Un’incantevole apparizione
La donazione del Fondo Clerici all’Università Cattolica risale al marzo del 2023, quando la famiglia dello scrittore ha deciso di affidare il materiale all’ateneo bresciano, grazie alla fondamentale mediazione di Francesco Rognoni, docente di Letteratura inglese. Recatosi a casa Clerici, in quel di Bellagio (CO), per visionare la corrispondenza di Gianni con lo scrittore Sergio Ferrero, sul quale stava compiendo alcune ricerche, è rimasto meravigliato alla vista dell’imponente biblioteca, tre ‘pareti di libri’ vere e proprie: Rognoni si è dunque impegnato per far sì che il tesoro dello scriba entrasse a far parte delle ‘Raccolte Storiche’ dell’Università Cattolica di Brescia. I dettagli dell’acquisizione sono descritti dal diretto interessato, intervistato nel giugno del 2023:
Perché in Università Cattolica?
A proposito di raccolte uniche e preziose, il Fondo Clerici fa il paio con un’altra collezione d’eccezione della sede bresciana, la Biblioteca Viganò, all’interno della quale sono conservati circa diecimila volumi di ambito scientifico, tra incunaboli, manoscritti, edizioni cinquecentesche e libri più recenti. Sugli scaffali, aguzzando la vista, si può scovare una gemma nascosta: il Trattato del giuoco della palla di Messer Antonio Scaino da Salò, del 1555, generalmente considerato il primo trattato sul tennis della storia. È anche a partire da quest’opera che Clerici ha tratto ispirazione per compilare il suo capolavoro, quel 500 anni di tennis che per molti rappresenta l’enciclopedia del tennis per eccellenza, un testo conosciuto e apprezzato anche all’estero, come testimoniano le traduzioni in diverse lingue.
Una vena letteraria
Non è un caso se Gianni Clerici si faceva chiamare ‘lo scriba del tennis’. Sin dagli esordi, nella sua scrittura risuonano le note dei grandi prosatori e poeti. I suoi articoli di giornale travalicano il muro della cronaca e si inseriscono in un genere ibrido che potremmo definire giornalismo letterario. La sua carriera, oltretutto, si biforca ben presto: nel 1966 esce Fuori rosa (Vallecchi Editore, Firenze), il suo romanzo d’esordio, che viene presentato dagli amici Giorgio Bassani e Mario Soldati al Premio Strega del medesimo anno. A questo primo esperimento faranno seguito decine tra romanzi, racconti brevi, pièce teatrali e raccolte poetiche, in una carriera costellata di soddisfazioni e allori sul fronte giornalistico e rallentata da qualche malinteso sul fronte letterario. Nel Fondo, oltre alla grande varietà di libri a sfondo tennistico, è conservata la corrispondenza di Gianni con figure di rilievo del mondo della letteratura, tra cui Oreste del Buono e Alberto Arbasino, oltre ai già citati Ferrero, Bassani e Soldati.