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Gianni Clerici ai Giochi olimpici invernali

Tennis, pallacanestro, calcio, ciclismo su strada, ma anche atletica leggera e… sport invernali: Gianni Clerici è stato cronista di qualsiasi disciplina e lo ha sempre fatto con l’arguzia e la disinvoltura che lo contraddistinguevano.

Le nevi di Grenoble immortalate da Gianni nel 1952. ©FondoClerici

In corrispondenza dell’inizio dei XXV Giochi olimpici invernali di Milano/Cortina 2026, abbiamo pensato di fare un salto indietro nel tempo e ritornare alla decima edizione, ovvero quella tenutasi a Grenoble tra il 6 e il 18 febbraio 1968: durante la rassegna dai cinque cerchi, infatti, Gianni Clerici era inviato in terra transalpina per conto del quotidiano milanese Il Giorno. Le sue cronache hanno portato nelle case dei lettori storie di sportivi leggendari, ma anche retroscena e scampoli di vita quotidiana raccontati dal punto di vista privilegiato del dietro le quinte dei giochi.

Se oggi ai cancelli di partenza si presentano atleti del calibro di Sofia Goggia, Federica Brignone, Mikaela Shiffrin e Lindsey Vonn, nel 1968 il protagonista annunciato della manifestazione era senza dubbio il campione francese di sci Jean-Claude Killy, che non deluse affatto le attese, aggiudicandosi la medaglia d’oro in tutte e tre le specialità in programma, ovvero discesa libera, slalom gigante e slalom speciale. A qualche giorno dall’inizio dei giochi, il 30 gennaio 1968, Clerici aveva dedicato un articolo speciale al tormentato fuoriclasse d’oltralpe, inseguito dalle sciagure nella vita privata, intitolandolo, emblematicamente, “A rotta di collo scappa dalla vita”:

Jean-Claude Killy va disperatamente, ciecamente in cerca di qualcosa che sta oltre il rischio; qualcosa di assoluto, che è forse impossibile raggiungere con i mezzi che la vita gli ha, finora, offerto. […] E allora avanti. Avanti per le discese più diritte, cercando i passaggi più impossibili, quelli dove nessuno è mai passato. […] Avanti ad ogni costo, Jean-Claude Killy, in una fuga vertiginosa, perché quella carogna della vita non possa più raggiungerti.

Il 6 febbraio del 1968, invece, esattamente 58 anni fa, Gianni Clerici si scagliava con toni taglienti e sarcastici contro la cerimonia inaugurale dei giochi, a detta sua “sfarzosa all’eccesso”, celebrata al cospetto del presidente della Repubblica Charles de Gaulle:

È stato uno spettacolo di lunghezza e banalità deprimenti, una specie di recita di provincia della Comédie Française: ritrasmesse dagli altoparlanti, le voci degli speaker e degli oratori, acquistavano la rotonda sonorità degli alessandrini mal riusciti. Tra tanto arrotar di erre, l’unico a cavarsela è stato De Gaulle, che ha detto in tutto sei parole, come previsto dal cerimoniale.